BlogSicurezza6 min di lettura

Sicurezza applicativa: cinque pratiche che cambiano tutto

Non serve un reparto dedicato per alzare drasticamente il livello. Autorizzazioni, segreti, dipendenze, dati e verifica continua.

Di Michele Cerreta, Founder e CEO, Innovation Manager MISE

Scudo con lucchetto disegnato da linee cyan luminose

Le violazioni che vediamo più spesso non sfruttano tecniche esotiche: sfruttano dettagli banali lasciati aperti. Cinque pratiche coprono la maggior parte del rischio reale.

Le cinque pratiche

  • Autorizzazione lato server su ogni risorsa, mai dedotta dall'interfaccia.
  • Segreti in un gestore dedicato, con rotazione e nessuna traccia nel repository.
  • Dipendenze aggiornate e verificate automaticamente a ogni build.
  • Raccolta minima dei dati personali, con cifratura e tempi di conservazione definiti.
  • Verifiche periodiche: revisione del codice, scansioni e test sui percorsi sensibili.
I dati che non raccogli sono i dati che non puoi perdere.

Rendere la sicurezza sostenibile

Le pratiche funzionano solo se automatiche. Le integriamo nella pipeline così che un errore diventi un test rosso invece di un incidente: la sicurezza smette di dipendere dalla memoria delle persone.

Argomenti: AppSec, Autorizzazioni, Privacy

Vuoi discuterne applicato al tuo caso?

Scopri in 5 minuti, con l'aiuto della nostra AI, se il progetto che hai in mente è fattibile, quanto può costare, e quali tecnologie ti proponiamo.

Al termine, se vorrai, potrai prenotare una call conoscitiva con noi per approfondire di persona con i nostri consulenti.